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FUNZIONAMENTO DELLE STUFE AD ACCUMULO (quelle che facciamo noi).

La stufa ad accumulo (stufa piena- tradizionale –grundofen od erroneamente stube), è la vecchia, inimitabile fonte di calore, quella che per capirci è onnipresente nelle vecchie case in montagna o nelle valli alpine dal Trentino in su.

La stufa ad accumulo scalda primariamente per irraggiamento (quindi con raggi orizzontali e verticali così nello stesso modo del sole ) grazie al calore accumulato da quintali di refrattario e maioliche scottati da un’unica grande combustione di pochi chilogrammi di legna secca e spaccata.

Il segreto di questa stufa sta nell’avere un giro dei fumi che, proporzionato tanto alla camera di combustione quanto al volume della stufa che alla lunghezza della canna fumaria serve a raffreddare i fumi di passaggio verso la canna fumaria assorbendone il calore per poi rilasciarlo lentamente verso l’esterno della stufa.

Il giro dei fumi combinato alla canna fumaria è quindi un apparato auto aspirante a garanzia di una perfetta combustione fonte di massimo calore e pulizia generale della stufa intera.

Il giro dei fumi è fatto di refrattario od altri materiali idonei ad accumulare celermente il calore per rilasciarlo lentamente all’involucro esterno (maiolica od intonaco refrattario) di cui è fatta la stufa: Fuoco e fumi che si liberano durante la combustione vengono aspirati, rilasciano l’energia, scottano tutto accumulando il calore e rilasciandolo lentamente alla parete esterna della stufa che scalda agevolmente in modo autonomo 40 metri cubi di ambiente ogni metro quadrato di propria superficie calda (700 WATT PER METRO QUADRO).

La differenza tra la stufa ad accumulo e le normali stufe in ghisa a fuoco continuo o dei caminetti, è il fatto che il fumo incandescente non va subito nella canna fumaria ma viene trattenuto nella pancia che è un accumulatore di calore adatto a rimanere in temperatura per molte ore dopo la combustione.
Vengono oggi prodotte perfette camere di combustione che rilasciano una temperatura di uscita dei fumi che può raggiungere i 1000 gradi alla prima caduta mentre la temperatura in canna fumaria non è di molto superiore ai 200 gradi. Abbiamo quindi la possibilità e la necessità in una stufa di accumulare quasi 800 gradi di calore rendendo temperature ottimali alla parete esterna della stessa stufa non sufficienti a scottare nemmeno le pelli più delicate.

Questa potenza ed un buon riscaldamento possono essere ottenuti solo con l’utilizzo di materiali idonei ed alla capacità e conoscenza di tecnica e tecniche del realizzatore della stufa. In quattro parole: competenza, precisione, passione ed onestà.
Solo se si lavora con passione la stufa funzionerà bene anzi meglio.

La combustione rilascia pochissima cenere che va tolta normalmente una volta al mese o più a seconda dello stato e dei tipi di legna bruciati che condizionano la pulizia dei giri di fumo della stufa, operazione che può avvenire anche ogni dieci quindici ma anche trenta anni.
Per confronto si immagini che una noiosa stufa a pellet deve essere pulita ogni giorno…mentre la nostra stufa funziona senza movimento di polvere ne ventilazione ne carburanti speciali.
La stufa ad accumulo serve a creare mantenere una ‘scatola’ calda destinata ad avvolgere chi ci abita dentro.

Di fatto le stufe riducono nel tempo il freddo degli ambienti rendendo gli stessi più piacevoli così mobili e muri non più freddi certamente non scalderanno a loro volta ma diminuito il delta termico permetteranno una miglior rifrazione dell’irraggiamento diretto anziché quel tipico senso di freddo che si avverte nei palazzi non riscaldati.
Da qui si capisce che qualunque stufa non rende il primo giorno di accensione ma in tempi successivi dopo aver temperato gli ambienti.
La stufa a normale accumulo ha bisogno di essere alimentata 1 o 2 volte al giorno ed il fuoco lavora sempre meglio su un letto di cenere.

La stufa ad accumulo è sempre una scelta economica tanto per i ridotti consumi quanto per il benessere derivante dal calore naturale che essa fornisce.

La stufa ad accumulo può essere dotata di un sistema misto di riscaldamento, per irraggiamento e convezione creando ad esempio una camera di combustione in ghisa e refrattario che produce senza ventilazione un veloce scambio termico per produzione di aria calda grazie alle doti di scambio termico della ghisa.
Valga la pena di ricordare che la vista del fuoco senz’altro piacevole e romantica presuppone una alimentazione continua (la fiamma si spegne senza legna) che vanifica in parte l’economia della stufa ad accumulo.

NOTE SUL FUNZIONAMENTO MISTO PER ACCUMULO E CONVEZIONE NATURALE.

La camera di combustione in ghisa e refrattario può avere un giro dei fumi in metallo, può essere addirittura separata dalla stufa.
Potremo anche separare la camera di combustione dal giro dei fumi salvo che esso sia realizzato a sua volta in ghisa.
Se il giro dei fumi è realizzato in ghisa la stufa ancora più aria calda e creerà una stufa formidabile per riscaldare molto in fretta ambienti che vengono usati saltuariamente.

Il flusso d’aria immesso dall’ambiente o dall’esterno verso l’interno della stufa è immediatamente riscaldato dalla ghisa ed in funzione del fatto che l’ aria calda è più leggera dell’aria fredda avremo un veloce trasferimento di questa aria calda verso l’alto magari in una piccola canalizzazione. A questo punto dovremo solo fare in modo che questa enorme quantità di aria calda venga trasferita ad altri ambienti.
Creando un riflusso naturale per l’aria fredda (senza alcuna diavoleria è sufficiente applicare il principio dei vasi comunicanti), avremo una compensazione di pressione con un continuo moto convettivo. In questo modo potremo trasferire l’aria calda canalizzando da un ambiente inferiore a quello superiore che a sua volta trasferirà con lo stesso principio e sistema la sua aria fredda a quello inferiore. Per gli ambienti allo stesso piano è ancora più facile.

Normalmente i nostri clienti rimangono sbalorditi quando questo principio entra in funzione la prima volta.

Da qui, per applicare correttamente quanto scritto è nostra necessità di aver visto l’ambiente onde valutare le
necessità termiche e confrontare le stesse con le aspettative del Cliente.

Il sistema è facile e comodo da usare nelle mezze stagioni quando si necessita di un improvviso calore od ancora in modo continuo se si deve produrre una forte quantità di aria calda magari destinata a piani superiori all’ambiente od ancora se non si riesce a stare senza il piacere della vista del fuoco.

In due parole è bello arrivare in montagna e notare che la prima fiamma scoppiettante già produce aria calda nell’ambiente freddo.

Se preferisce abbiamo finalmente una stufa della quale disponiamo senza problemi e che risponde fedelmente alle nostre necessità essendo essa fatta come e per quello che vogliamo.

Se vuole anche a solo titolo pubblicitario questa è la nostra stufa, A titolo reale ci metta alla prova, non credo la deluderemo.

SKK TIROLERSTUBE 2011